/uno
/credo ci siano momenti della vita in cui qualcosa semplicemente cambia. veniamo animati da una forte volontà di risolvere i nostri problemi, di fare nostro ciò che vogliamo per noi, di correggere i nostri difetti e migliorare i rapporti con gli altri. e tutto all'improvviso sembra inspiegabilmente facile, nonostante prima fosse impossibile. succede.
/a volte questa volontà non è determinata da nulla di particolare, il che vuol dire che non ci sono eventi eclatanti che ne siano la causa, ma che questa è cresciuta dentro di noi giorno dopo giorno, ed è un bene che la nostra insofferenza si traduca in una maggiore volontà di cambiarci e cambiare, perchè una volta raggiunto il limite di sopportazione potremmo anche impazzire o magari renderci colpevoli di comportamenti violenti, succede anche questo. altre volte accade tutto a causa di una persona in particolare, e credo proprio che questo secondo caso sia ben più frequente del primo. il punto comunque è che in un modo o nell'altro ci troviamo a possedere una gran quantità di forza di volontà che ci fa sentire capaci di fare qualsiasi cosa, ci sentiamo all'improvviso realmente padroni delle nostre vite.
/quando succede per una lei, o per un lui, speciale, è questa persona a darci la forza, il vigore psicologico che ci mancava precedentemente. non che lo faccia di proposito, è che noi siamo semplicemente innamorati di lui\lei. sdolcinato eh? eppure è così, chi ci è passato lo sa, chi non ci è passato non ha ancora trovato una persona di cui possa innamorarsi, non si sfugge. visto da un punto di vista prettamente materialistico e scientifico l'innamoramento non è che un collegamento di sinapsi particolarmente forte. quando una persona risponde a determinate caratteristiche e a determinate nostre esigenze, le nostre sinapsi iniziano automaticamente in qualche modo a legarsi tra loro strette strette in modo che quella persona ci piaccia (scusate il tono da favola per bambini ma spero non pretenderete che consulti un neurologo per questo breve excursus sentimentale). credo ci sia sotto un meccanismo primordiale di conservazione della specie, con qualche sfumatura darwiniana di evoluzionismo, ma credo di aver fatto anche troppe supposizioni. il punto è che visto da questo punto di vista l'amore (oltre che molto meno poetico) appare più semplice no? ci si innamora, con tanto di sinapsi strette strette; se la cosa va bene queste stringono legami sempre più solidi, ossia quella persona diventa sempre più importante per noi; se la cosa va male si passa un terribile periodo in cui le sinapsi non mostrano ancora intenzione di slegarsi, il che è una fregatura, una fregatura molto dolorosa, perchè abbiamo ancora solo lui/lei in testa, consapevoli però di non poterlo/a avere per noi. risulta quindi evidente che bisogna dimenticare, ossia aspettare che quelle dannatissime sinapsi inizino a slegarsi, e cercare di evitare fortuiti riconsolidamenti, scaturiti magari solo da una parola, da uno sguardo. in ultima analisi è necessario stare lontani da quella persona e lasciar fare alle sinapsi, non si sfugge neanche qui purtroppo. converrete con me che così il discorso fila liscio come l'olio, semplice e chiaro. il problema è che non siamo macchine, e che (piaccia o no) almeno la metà dei nostri comportamenti ogni giorno è determinato dalle emozioni, dall'irrazionalità. è ora di chiudere questa parentesi e tornare al filo conduttore principale del mio pseudo flusso di coscienza.
/come dicevo, a volte tutto quel sommovimento è causato da una persona speciale. rimane però il fatto che questa persona non fa altro che spingerci a tirare fuori qualcosa che è già dentro di noi, ma che di solito non utilizziamo a pieno. tutto il vigore, tutta la forza di volontà è totalmente nostra. non che ci sia una riserva da qualche parte nella nostra testa cui ora attingiamo, semplicemente in questi periodi particolari sfoderiamo il massimo di forza d'animo che siamo in grado di sviluppare, e non tutti ne sviluppano la stessa quantità. non è corretto quindi affermare che siamo cambiati grazie ad una persona, in realtà siamo cambiati per una persona, è diverso. è importante comprendere che quel cambiamento è dipeso prima di tutto da noi; da noi per l'altro, non viceversa. l'altro è un placebo, un meraviglioso e attraente placebo.
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